
Titolo originale: Charlie and the Chocolate Factory
Nazione: USA
Anno: 2005
Genere: Fantastico
Durata: 106'
Regia: Tim Burton
Cast: Johnny Depp, Freddie Highmore, Helena Bonham Carter, David Kelly, Deep Roy
Trama:
Il piccolo Charlie Bucket realizza il suo sogno quando trova uno dei cinque biglietti per una visita guidata nella più grande fabbrica di cioccolato del paese. Ad accompagnare lui e gli altri quattro fortunati vincitori è il proprietario Willy Wonka, un personaggio incredibile. Molte sorprese sono però in agguato...
Commenti:
Dimenticatevi la prima versione di Mel Stuart che, in effetti, peccava parecchio nella regia: questa nuova trasposizione targata Tim Burton è invece un lungometraggio architettato e realizzato con una precisione impressionante. Sotto il punto di vista puramente visivo ci troviamo di fronte ad un vero tripudio di colori e luci, in grado di arrivare ad affascinare lo spettatore. Questa d’altronde non sarebbe certo una novità, vista la capacità di Burton di saper dotare ogni sua opera di una pregnanza estetica di rarissima efficacia. La vera novità di questa pellicola sta nell’aver proposto una visione forse meno “dark” rispetto ad altre sue opere ma, sotto molti punti di vista ancor più complessa. Charlie and the Chocolate Factory poggia su un impianto estetico sfavillante e gelido allo stesso tempo: dalle scene ai costumi, dalla fotografia del grande Rousselot alla direzione dello stesso Burton, tutto si muove verso la creazione di un universo in superficie colorato e giocoso ma dal cuore cupo ed inquietante. In molti momenti del film quest’anima nera viene fuori e lascia un segno indelebile nella psiche di chi guarda.
Se buona parte dei critici accusarono il regista di aver rinunciato alla propria poetica in favore di un cinema più commerciale e meno personale, è solo perché non hanno saputo vedere oltre la superficie (falsata dal ricordo del film del '71!) e non hanno colto quanto tutti gli elementi della produzione burtoniana siano presentissimi, a partire dal protagonista. Willy Wonka è un disadattato, un freak portatore di una diversità non più fisica, ma psichica, dove traumi e limiti impediscono al personaggio di relazionarsi con il mondo esterno. Proprio come Edward Mani di Forbici, a cui era vietato il contatto umano, Willy Wonka non riesce a toccare il mondo e, anzi, ne è intimorito. Ma Wonka è anche uno dei personaggi che, più di altri, raccontano la storia di quel bambino mai cresciuto che ricorre nella maggior parte delle pellicole di Burton: un orfano alla disperata ricerca del consenso paterno che non riesce neanche a pronunciare la parola “parenti”, terrorizzato com’è dai rapporti normali e dalla gente che veicola questa normalità. Reinventando il linguaggio delle favole, Burton dipinge una società moderna responsabile di aver privato i bambini della loro innocenza, trasformandoli in mostri viziati e insopportabili attraverso il ritratto dispotico di creature assolutamente ingestibili. Nonostante situazioni surreali e le brevi sequenze musicali degli Umpa-Lumpa (Deep Roy, moltiplicato elettronicamente), La fabbrica di cioccolato è una pellicola che nasconde la solitudine e il rimpianto sotto strati caramellosi di colori sgargianti e atmosfere da commedia. Eccezion fatta per Charlie, personaggio allegorico, quasi archetipo, che mostra tutta la purezza infantile, i bambini che entrano in contatto con Willy Wonka sono la grottesca copia degli adulti, privi di immaginazione e di sentimenti positivi. Gli stilemi delle fiabe vengono qui recuperati e utilizzati per mettere in scena punizioni quasi stereotipate e proprio in questo risiede la forza del film: nella capacità di usare materiali culturali destinati all’infanzia per parlare agli adulti, anche grazie allo strumento - privilegiato da Burton nella sua filmografia - dell'ironia.
Interrompo per un istante la lettura del film per aprire una piccola parentesi sugli gli attori: inutile dire che Depp è, come sempre, strepitoso e il suo ruolo di mattatore è incontrastato ma è importante spendere due parole anche sugli altri. Primo tra tutti un bravissimo Highmore che, malgrado l'età, ha inanellato una sfilza notevole di pregevolissimi film, da Un'ottima annata a Artur e il popolo dei Minimei, da Neverland a Spiderwich e ancora La bussola d'oro e Astro Boy. Non è tutto merito suo, ovviamente ma dire che "promette bene" è davvero riduttivo! E se Christopher Lee, nel suo ruolo di padre/dentista, è sempre terrificante e Helena Bonham continua a stupirci per la ricchezza della sua recitazione, è David Kelly (nella parte che sarebbe spettata a Gregory Peck ma che è scomparso prima dell'inizio delle riprese) che, con la sua aria da vecchio nonno, merita il mio personalissimo elogio: BRAVISSIMO!
Questa volta, prima tra tutte, Burton sembra non amare il suo protagonista Willy Wonka (e Depp è magnifico nel rendere con sottigliezza questo scarto!) ma intende usarlo come paradigma per raccontare uno spiazzamento esistenziale, uno stridore acidulo che si insinua tra le maglie di questo portentoso spettacolo, per renderlo ancora più affascinante. Come le migliori fiabe, la fabbrica ed il suo grande ideatore rattristano e, in fondo, spaventano anche un po’ ma la storia raccontata si presenta al pubblico come un giocatolo iperbolico e scoppiettante, che contiene in sé un’autentica e sana vena eversiva, capace in alcuni momenti di sfociare nella purezza cinematografica del delirio organizzato. Tim Burton ha costruito una vera “macchina da sogni” che non rinuncia alla contraddizione ed all’inquietudine dell’incubo, pur restando assolutamente godibile per tutti, ed in cui è sempre in primo piano il punto di vista sensibile e sempre ricercato di questo maestro. Da vedere assolutamente! :D
Dati tecnici:
Audio: AC3 ITA+ENG
File Name: La fabbrica di cioccolato.mkv
Codec ID: V_MPEG4/ISO/AVC
Resolution: [ Width: 720 Height: 400]
DRF medio: 19.368399
Deviazione standard: 3.374850
Frame Rate: 25 fps
Durata: 01:50:10 (6610.44 s)
Bitrate: 1343.657970 kbps
File size: 1.708.028 KB
Subtitles: ITA+ENG
Screenshots:






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