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lunedì 31 dicembre 2018

Lupin III di Miyazaki




Titolo originale: Lupin the 3Rd (ルパン三世 Rupan Sansei)
Nazione: JAP
Anno: 1971 - 1980
Genere: Animazione, Poliziesco, Giallo, Avventura
Durata: 16x24'
Regia: Hayao Miyazaki

Trama:
Ricercato da tutte le polizie del mondo, soprattutto dall’ispettore Zenigata dell’Interpol, Arsenio Lupin III è il nipote dell'omonimo ladro gentiluomo francese. Degno erede del nonno, Lupin ha due validissimi soci: Daisuke Jigen, infallibile con la sua amata Smith & Wesson 19 ed il fedele, riflessivo e leale samurai Goemon Ishikawa XIII. Ai tre si unisce spesso la bella ed astuta Fujiko Mine, non sempre affidabile e pronta a farsi gioco di un Lupin evidentemente innamorato di lei e...

Commenti e recensione:
Pochi personaggi dell'animazione giapponese possono vantare una longevità nei cuori del pubblico come Lupin III, che da più di quarant'anni (in Italia è comunque giunto nel 1981) diverte e appassiona padri e figli. Alla base del mito c'è la versione a fumetti, creata nel 1967 da Monkey Punch e caratterizzata da quella "scorrettezza politica" che quasi contemporaneamente investiva anche l'Italia con il fenomeno dei fumetti "neri" alla Diabolik. L’idea iniziale, nel 1971, era quella di adattare il manga di Lupin in un film animato ma il primo risultato fu considerato inadatto ad un’uscita nelle sale a causa delle troppe scene di violenza e sesso. Si optò dunque per un anime a episodi, affidato inizialmente a Masaaki Ōsumi, tutt'oggi considerato il padre del "Dark Lupin". Bastarono due soli episodi, però, perché i produttori si lamentassero ancora dei toni troppo noir e lo rimpiazzarono con l'accoppiata Hayao Miyazaki e Isao Takahata. Che colpo!
Il "trattamento Miyazaki" fu evidente e contribuì a costruire il personaggio di Lupin come molti di noi lo conoscono oggi: non solo furono arrotondati tutti gli spigoli del character design ma furono anche tolti gli aspetti troppo violenti. Lupin stesso divenne un personaggio più sbruffone e bonario, il mastino Zenigata venne riletto in chiave umoristica e pasticciona e l’anime in generale divenne più adatto alle famiglie nelle storie e nel linguaggio. Miyazaki, da buon marxista, impose un taglio più proletario affidando al protagonista una Fiat 500 (la stessa che guidava lui) e fece di Lupin un eroe maggiormente positivo, vagamente simile ad un Robin Hood giapponese, gentiluomo e romantico (e sfortunato) con le donne. Il carattere unico della prima serie, oscillante fra toni molto cupi ed il dinamismo tipico dello stile di Miyazaki, con personaggi agililissimi ed un ritmo incalzante, la rende ancora oggi la più amata dai fans. Peccato che fu un fiasco commerciale!
Sì, perché il grande successo venne solo molto dopo, con le repliche. Ci vollero ben sei anni perché si pensasse ad una seconda serie ma ormai il terreno era pronto perché fu di ben 155 episodi (contro i 23 della prima). Ormai il carattere dei personaggi era perfettamente definito, ben lontano da quello di Monkey Punch e dichiaratamente miyazakiano; da allora, i registi che si cimentarono nell'opera seguirono diligentemente la nuova rotta tracciata.
Nel '79 il Maestro venne richiamato per diriggere il suo primo lungometraggio, Lupin III - Il castello di Cagliostro, che lo consacra definitivamente (tra le altre cose) come "Padre di Lupin" e, quasi ad ossequio, gli vengono commissionati due episodi della nuova serie, il 145 e l'ultimo, il 155. Qui crea quelle che sono comunemente riconosciute come le puntate più belle della storia del Ladro Gentiluomo: Albatros, le ali della morte e I ladri amano la pace.
La parte più difficile, per un cultore di Miyazaki, è vedere questi episodi senza lasciarsi distrarre da tutti i riferimenti ai futuri film del Maestro: gli aerei, i loro duelli, le città, i robot e tutto quel mondo che, evidentemente, era già vivissimo nella sua mente ma che i suoi contemporanei non avevano ancora mai visto.
Questi episodi di Lupin, tutti con doppio audio e sottotitoli (non tutti in italiano perché, purtroppo, non esistono) vanno quasi a completare la mia filmografia di Miyazaki... ovviamente in attesa dell'uscita dell'ultimo lavoro promesso dal Maestro per i prossimi anni. Speriamo che questo 2019 lo aiuti a completarlo! :D


Auguro a tutti un
FELICISSIMO ANNO NUOVO!!!
Anche questo è passato, che il 2019 sia migliore per tutti. ^__^



 


Dati tecnici:
Audio: AC3 ITA+JAP
File Name: 145 - Albatros, le ali della morte.mkv
Codec ID: V_MPEG4/ISO/AVC
Resolution: [ Width: 720 Height: 560]
DRF medio: 19.985465
Deviazione standard: 2.264961
Frame Rate: 25 fps
Durata: 00:24:17 (1456.96 s)
Bitrate: 3082.013518 kbps
File size: 594.568 KB
Subtitles: ITA (ep. 8, 10, 11, 145 e 155) o ENG (ep. da 13 a 23)

Elenco degli episodi:
------ prima serie ------
08 - Le carte da gioco di Napoleone
10 - Microfinger il re dei falsari
11 - Una sfida dal futuro
14 - Caccia allo smeraldo
15 - Il busto d'oro del Sig. Kimman
16 - Rapina alla gioielleria
17 - Una trappola per Lupin
18 - Concorso di bellezza
19 - I cimeli della famiglia Lupin
20 - La corona di Gengis Kahn
21 - Il rapimento di Jenni
22 - Lupin contro il computer
23 - L'isola dei sogni perduti
------ seconda serie ------
145 - Albatros, le ali della morte
155 - I ladri amano la pace

Screenshots:












DVD Cover: compresa nel file
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https://mega.nz/#F!MkYGUAqY!i4DzJXomlziMNb4S4YGfxQ

venerdì 20 ottobre 2017

Panda! Go, panda! - Panda! Go, Panda! Il circo sotto la pioggia


Titolo originale: Panda kopanda (パンダコパンダ) - Panda Kopanda amefuri sākasu no maki (パンダコパンダ 雨ふりサーカスの巻)
Nazione: JAP
Anno: 1972-1973
Genere: Animazione, fantastico
Durata: 72' (39'+33')
Regia: Isao Takahata
Soggetto & sceneggiatura: Hayao Miyazaki

Trama:
La piccola Mimiko, dopo aver accompagnato la nonna a prendere il treno per un viaggio, rimane sola. Tornata alla sua abitazione, l'attende una sorpresa: due panda vi hanno trovato rifugio, un piccolo e il gigantesco padre. Innamoratasi di loro a prima vista, la piccola decide di viverci insieme senza immaginare i guai che ne deriveranno...
Nella seconda avventura, Mimiko e i suoi amici panda stringono amicizia con un tigrotto fuggito da un circo e che si è nascosto nella loro casa, accudendolo fino a quando il cucciolo non è pronto a tornare da sua madre. Successivamente, una forte pioggia crea un'ondata di piena che sommerge l'intero villaggio: i nostri eroi decidono di andare a salvare il loro amico e tutti gli altri animali del circo, in pericolo di annegamento e...

Commenti e recensione:
Takahata e Hayao Miyazaki sono agli albori della loro fortuna e nel 1971 i due autori hanno alle spalle l’insuccesso commerciale del capolavoro La grande avventura di Hols (sì, arriverà... prima o poi! ^_^), oltre al lavoro sulla prima serie di Lupin III. Inizialmente avrebbero voluto realizzare un adattamento animato di Pippi Calzelunghe ma, non avendo la stessa tenacia e fortuna di Walt Disney con l’autrice di Mary Poppins, si sentrono rispondere da Astrid Lindgren un secco NO! Quando il governo cinese regalò allo zoo di Ueno, Tokyo, due esemplari di panda gigante, decisero di cavalcare l’onda della "Pandamania" esplosa in Giappone girando un mediometraggio basandosi proprio sui tanti disegni preparatori che Miyazaki aveva realizzato per Pippi. Alla faccia di chi ha sempre immaginato il Maestro "superiore alle logiche di botteghino". XD
Il passo era semplice perché sia Pippi che Mimiko introducono il tema, caro ad entrambi, degli orfani. Se il mondo della Lindgren era stato traumatizzato dai disastri della Grande Guerra, nella generazione di Miyazaki e Takahata in Giappone è altissima l’incidenza di minori diventati orfani a causa della Seconda e questo è un fatto che ha segnato profondamente l’evoluzione dell’immaginario nipponico, almeno quanto la bomba atomica stessa. Quasi tutti i personaggi del duo, da quelli di Conan a La tomba delle lucciole e Laputa saranno orfani ma forti e determinati (con maggiore o minore fortuna ç_ç) mentre i pochi che hanno una famiglia ne saranno comunque separati.
Ma questo è il futuro! Nel 1971 troviamo Miyazaki che scrive, Takahata che dirige e Panda, Go Panda! che diventa un divertissement di due autori in vena di spensieratezza e desiderosi di realizzare un prodotto per bambini, lontano dalla complessità psicologica di Hols. Solo in filigrana rientrano i temi cari ai due artisti e anche i trascorsi nel seriale: la dinamica d’interazione fra l’indipendente Mimiko e la gente del suo paese (a metà fra il serio e il faceto) che riecheggia il lavoro di Takahata ne Lo specchio magico, mentre il dinamismo delle scene d’azione e la vena caricaturale che accompagna le autorità del posto risentono di Lupin III – e in un divertito ribaltamento dei ruoli troviamo anche Yasuo Yamada, doppiatore originale di Lupin, nella parte di un poliziotto. ^_^
Tecnicamente, i disegni prediligono il tratto chiaro e un certo senso di morbidezza delle figure, impostate all’immediatezza e pronte per essere ridisegnate dal pubblico più giovane, mentre l’animazione oscilla fra momenti più particolareggiati e altri basati più sulla forza espressiva dei sentimenti messi in campo che sulla precisione dei movimenti. La telecamera è quasi sempre ad altezza della bambina, se non più bassa, rendendo ancora più immediata l'immedesimazione dei più piccoli con la protagonista. La vena politica degli autori, all’epoca molto forte, resta in secondo piano ma si estrinseca in una visione al solito alternativa rispetto al modello giapponese tradizionale: la neo-comunità messa in piedi da Mimiko si propone infatti come velata satira della famiglia-tipo, dove domina sì un legame forte tra i componenti ma soprattutto una vena ironica, che trova la sua sublimazione nella divertita distruzione del nido e, successivamente, della città; il tutto affrontato con infantile entusiasmo e un ottimismo ravvisabile nel rapporto con le autorità. In questo modo, Papanda è sì costretto a tornare allo zoo ma in una dinamica da semplice “lavoro d’ufficio” che non gli impedisce la sera di tornare tranquillamente a casa per far baldoria con Pan e Mimiko. Col senno di poi, Panda, Go Panda! colpisce soprattutto per il lavoro d’anticipazione rispetto alle più celebrate opere dei due autori: le figure dei due Panda, infatti, precorrono nettamente le creature de Il mio vicino Totoro, mentre l’inondazione finale prefigura lo scenario di Ponyo sulla scogliera. Allo stesso tempo, il gusto per la caratterizzazione antropomorfa degli animali, in rapporto a una visione satirica della società, fornisce un primo stadio rispetto al lavoro che Takahata porterà avanti in Pom Poko. L’indipendenza di Mimiko – che della storia è la vera anima in grado di dirigere le azioni dei due Panda con la sua incontenibile energia – sebbene possa considerarsi un cascame del comportamento altrettanto giocoso e anticonformista di Pippi Calzelunghe, fornisce a sua volta un modello per i tanti bambini dal carattere forte che i due autori elaboreranno in futuro.
Panda, Go Panda! (e il suo sequel, che io continuo a considerare semplicemente un "secondo tempo") resta un delizioso esperimento d’autore, godibile per il sincero slancio di una visione capace, con semplicità, di portare avanti un’idea di cinema e di estetica. In Italia è rimasto inedito per quattro decenni ma nel 2012 è stato fortunatamente recuperato da Dynit, per la gioia di tutti gli appassionati che ne attendevano la riscoperta.
Il film era ed è destinato a un pubblico di bambini molto piccoli, infatti Miyazaki lo realizzò con l’obiettivo di farlo vedere al figlio appena nato, eppure... Sì, me lo sono goduto tutto. ^__^
Da (ri)vedere? Assolutamente! :D




Dati tecnici:
Audio: AC3 ITA+JAP
File Name: Panda ko panda.mkv
Codec ID: V_MPEG4/ISO/AVC
Resolution: [ Width: 720 Height: 544]
DRF medio: 18.855961
Deviazione standard: 2.606051
Frame Rate: 25 fps
Durata: 00:33:32 (2011.592900 s)
Bitrate: 3452.223748 kbps
File size: 944.352 KB
Subtitles: ITA

Dati tecnici:
Audio: AC3 ITA+JAP
File Name: Panda ko panda - Il circo sotto la pioggia.mkv
Codec ID: V_MPEG4/ISO/AVC
Resolution: [ Width: 720 Height: 544]
DRF medio: 17.703264
Deviazione standard: 2.123236
Frame Rate: 25 fps
Durata: 00:38:08 (2288.411106 s)
Bitrate: 4062.131415 kbps
File size: 1.244.305 KB
Subtitles: ITA

Screenshots:









DVD Cover: compresa nella cartella
Cartella MeGa
https://mega.nz/#F!1HQS0BSD!GQwJk7HCS2Vh9x_i8w5lfg

venerdì 24 febbraio 2017

Il fiuto di Sherlock Holmes


Titolo originale: Meitantei Holmes (名探偵ホームズ)
Nazione: Giappone, Italia
Anno: 1984
Genere: Animazione, Azione, Mistero, Poliziesco
Durata: 25' a episodio - 26 episodi
Regia: Hayao Miyazak, Kyōsuke Mikuriya

Trama:
Il segugio Sherlock Holmes, con la sua immancabile pipa e berretto caratteristico, con l’aiuto del fidato amico, il dottor Watson, risolve casi di cronaca che mettono in crisi la stessa Scotland Yard. Deve inoltre confrontarsi con il professor Moriarty, ladro e farabutto che, con l’aiuto dei suoi due scagnozzi, riesce a mettere sempre in scacco l’ispettore Lestrade... Ma non il fiuto del grande Holmes!

Commenti:
Ci fu un periodo in cui l'animazione in Italia era di altissimo livello, sia creativo che imprenditoriale. Da quell'età dell'oro nacque una delle rarissime, e più riuscite, cooproduzioni occidentali con il Giappone e, nello specifico, tra la Rai e Tokyo Movie Shinsha. Sì, in quei tempi remoti MammaRai era persino capace di tanto!
All'inizio dell'81 nella Rever (l'ex Pagot Film, storica casa di animazione dei fratelli Nino e Toni Pagot e creatrice di Calimero, Jo Condor, Grisù e tanto altro) Marco Pagot immagina un personaggio tutto nuovo di Sherlock Homles e per realizzarlo mette gli occhi su un "giovane e promettente regista giapponese" di cui aveva ammirato, pochi anni prima, la serie televisiva "Conan ragazzo del futuro" e il lungometraggio "Lupin III: il Castello di Cagliostro": l'allora poco noto, soprattutto da noi, Hayao Miyazaki. La Tokyo Movie Shinsha era conosciuta, in Italia, solo per Lupin III ma aveva già al suo attivo produzioni che, nel giro di qualche anno, sarebbero diventati veri e propri cult, uno per tutti "Lady Oscar". Stimolata da una così prestigiosa partnership, la Rever si tuffa nella preproduzione, incaricandosi di realizzare il design dei personaggi. Nel frattempo a Tokyo comincia l’elaborazione dello storyboard, naturalmente affidato a Miyazaki.
Miyazaki doveva essere un discreto precisino (leggi: rompiscatole ^_^) già all'epoca perché, pur mantenendo in buona sostanza le idee di Marco, le stravolge su alcuni punti non secondari, come il personaggio di Mrs Hudson, più simile alle ragazze forti che caratterizzano tutta la sua opera che non alla vecchina in grembiule prevista nella prima stesura. Impone inoltre un numero esorbitante di lucidi (e quindi aumento di costi) che è tipico di tutta la sua produzione maniacale e che ha fatto la fama di tutte le sue opere.
I primi quattro episodi, e buona parte dei due successici, è pronta quando sul progetto si abbatte lo Stop da parte degli eredi inglesi di Conan Doyle. E tutto si ferma.
Due anni dopo, un già affermato Miyazaki porta nelle sale il suo primo capolavoro, Nausicaä. Al film si accompagna un mediometraggio in due episodi dal titolo "Meitantei Hoomuzu", una piacevole storia per bambini popolata da simpatici cani umanizzati, con protagonista l’investigatore Holmes ed con un curioso avviso nei titoli di testa: "questo film non ha nulla a che fare con lo Sherlock Holmes di Arthur Conan Doyle". L'indomita principessa della Valle del Vento fa letteralmente da traino al nostro arguto cane detective e, colmo della fortuna, contemporaneamente si risolve la vertenza con gli eredi di Doyle.
È il momento di cavalcare l’onda! L’entusiasmo convince la TMS a riaprire il cantiere sull’opera incompiuta. Certo, Miyazaki si è messo in proprio, non fa più parte dello staff, ma restano i suoi lavori preparatori; così le due puntate interrotte nel 1982 vengono completate e, in poco più di sette mesi sotto la regia di Kyōsuke Mikuriya, se ne aggiungono altre 20 realizzate partendo dagli storyboard originali. Col titolo definitivo di Meitantei Hoomuzu ("il grande investigatore Holmes", semplicemente Sherlock Holmes in Italia), nel novembre del 1984 la serie in 26 episodi esordisce sui teleschermi, trasmessa in contemporanea dalla TV Asahi in Giappone e da Rai Uno in Italia.
Da questo momento in poi, il destino assegna alla serie due parabole separate: mentre in Giappone si conferma tutto l’interesse già manifestato al cinema e poi rinnovato per anni, in Italia viene accolta molto distrattamente perché MammaRai aveva dei bei difetti anche allora: dopo tanto sforzo, si inventa infatti una disastrosa collocazione in palinsesto dove ogni episodio viene "spezzato" in quattro parti da 5 minuti ciascuna, tanto che sono necessari 4 giorni per vedere la fine di ogni puntata! Per chi, come il sottoscritto, ha vissuto quell'esperienza, più che un trauma fu un Tavor!
Ci sono voluti decenni, e la potenza dell'Home Video, perché si riscoprisse questo gioiello, se ne apprezzassero le qualità tecniche e narrative e lo strepitoso doppiaggio che lo rende ancora migliore dell'originale (che purtroppo non potrete sentire perché i DVD di Yamato non hanno la traccia giapponese >_<). Il doppiaggio italiano merita una nota ed un tributo a parte e, in particolare, il Moriarty di Mauro Bosco. Tutti i personaggi parlano in un italiano impeccabile ma lui no; lui non solo parla in un piemontese stretto da far invidia a certi filmati di Paperissima ma pare proprio essere torinese: di Torino centro, tant’é che se ne esce di continuo con il famoso intercalare "né?" e con discorsi sulla menta, apparentemente tanto cara ai Piemontesi (come non citare il ricorrente "Porca Ménta"?), sulla Polenta o su altro materiale non prettamente inglese. Ascoltare l'originale senza la sua voce è come vedere Stanlio in inglese: vale meno della metà! Proprio a Moriarty e ai suoi due incapaci aiutanti, Todd il tarchiato e Smiley lo smilzo, sono affidati i siparietti comici: avete presente il Trio Drombo? Uguale! XD
Dal punto di vista tecnico, Sherlock Holmes è una serie di gran lunga superiore agli standard dell’epoca (i passaggi cinematografici lo testimoniao), tanto da reggere tranquillamente il confronto con i prodotti odierni. L’animazione è molto fluida e supporta egregiamente i ritmi spesso serrati. Le ambientazioni sono sontuose, i fondali curati, il design dei personaggi è gradevole e delicato, e quello meccanico rispetta certe linee "protoindustriali" che gli estimatori di Miyazaki ben conoscono, qui perfettamente inserite nel contesto storico Edoardiano (un poco più recente rispetto ai racconti di Doyle). Il Maestro è sempre stato affascinato dalle prime macchine, dalle suggestioni pionieristiche, gli stili, i design che caratterizzarono gli albori della tecnologia, in special modo per ciò che riguarda l’aviazione e il tema è ricorrente anche qui, dove certe scene possono considerarsi una sorta di preludio a Porco Rosso. In conclusione (ma solo perché ho già scritto troppo!), Sherlock Holmes è un cartone molto curato, dai toni leggeri, spettacolare ma composto, divertente ed educato. Niente violenza se si eccettua qualche scazzottata qua e là e comunque all’insegna della comicità più docile; i buoni vincono sempre e i cattivi non muoiono mai, anche perché, in fin dei conti, si tratta di cattivi simpatici. Puro Miyazaki ma made in Italy! :D


Dati tecnici:
Audio: AC3 ITA
File Name: 01 - Le quattro firme.mkv
Codec ID: V_MPEG4/ISO/AVC
Resolution: [ Width: 720 Height: 560]
DRF medio: 22.985524
Deviazione standard: 2.648676
Frame Rate: 25 fps
Durata: 00:25:09 (1508.8 s)
Bitrate: 1148.621410 kbps
File size: 247.245 KB
Subtitles: no

Screenshots:







DVD Cover: compresa nel file
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mercoledì 31 dicembre 2014

Si alza il vento






Titolo originale: Kaze Tachinu (風立ちぬ)
Nazione: JAP
Anno: 2013
Genere: Animazione, Drammatico, Biografico
Durata: 126'
Regia: Hayao Miyazaki
audio/video: 10

Trama:
Jiro Horikoshi è un ragazzo con la passione degli aeroplani che nelle sue proiezioni oniriche incontra il proprio idolo, il grande ingeniere aeronautico italiano conte Caproni, a cui confida di voler diventare anch'egli progettista. Durante l'università assisterà al terribile terremoto del '22 (scena che entrerà di sicuro negli annali del cinema!) e poi troverà lavoro alla Mitsubishi. Studiando la più avanzata tecnologia tedesca cercherà di mettere a punto qualcosa di ancora più innovativo, in grado non solo di colmare il gap che separa il Giappone dagli altri paesi ma anche di superarli. È in questo contesto che incontrerà l'amore della sua vita, la donna che lo accompagnerà nel processo creativo.

Commenti
C'è un'evidente identificazione tra il progettista di aerei e il disegnatore, il creatore di macchine e il creatore di sogni, un binomio che in Miyazaki, figlio di un ingegnere aereo, è particolarmente forte (quante volte nei suoi cartoni abbiamo visto meccanismi o veicoli volanti da lui inventati) e che trova momenti di rara bellezza nel sogno di Jiro e del conte Caproni (avendo le stesse aspirazioni i due si incontrano sempre nei medesimi sogni) ma forse anche dell'autore, di poter camminare liberamente sugli aerei mentre sono in volo. Jiro Horikoshi, è probabilmente il miglior personaggio maschile mai scritto dal regista e, non a caso appare come un alter ego di Miyazaki (a doppiarlo in originale è il suo altro gemello, Hideaki Anno), amante del volo ma schifato dalla guerra, sostenitore del fatto che gli aerei non debbano avere mitragliatrici ma autore dei modelli poi affidati ai kamikaze, un uomo che sogna un bombardiere caricato con famiglie invece che armi.
Eppure è nella seconda parte che il film scivola dolcemente nel melò e dove il maestro dà il meglio, con una storia d'amore lieve e commovente come suo solito ma anche più matura che in passato. Miyazaki torna a descrivere le emozioni più elevate, a raccontare lo splendore di essere vivi in questo pianeta, unito all'esigenza di continuare a vivere nonostante tutto, utilizzando uno stile che rifiuta il tratto grosso e si ostina a dimostrare come si possano toccare le corde più profonde e stimolare gli stordimenti emotivi più vertiginosi attraverso lo stile più delicato e sottile possibile.
Il testamento artistico di Miyazaki, che per la sesta e (pare) ultima volta ha annunciato il suo ritiro ç_ç, è la catarsi irrisolta, autobiografica e trasudante umanità di un pacifista che ammira la bellezza degli aerei da guerra, di un privilegiato che, al contrario di quasi tutti i suoi concittadini, non ha vissuto gli stenti della guerra. Si alza il vento è il modo più doloroso per dire addio a un genio che sceglie la pensione ma, come insegna il film, «dobbiamo provare a vivere». O forse la vera risposta viene proprio dalla bellissima Nahoko: "vivere è una cosa bellissima".
Grazie Miyazaki Sensei!



AUGURO A TUTTI UN
FELICISSIMO 2015!!!


Dati tecnici:
Audio: AC3 ITA+JAP
File Name: Si alza il vento.mkv
Codec ID: H.264/MPEG-4
Resolution: [ Width: 720 Height: 384]
DRF medio: 18.368722
Deviazione standard: 3.700753
Frame Rate: 25 fps
Durata: 02:01:18 (7277.88 s)
Bitrate: 1198.194352 kbps
File size: 1.412.444 KB
Subtitles: ITA

Screenshots:







DVD Cover: compresa nel file
OST (Original Sound Track): compresa nella cartella
Cartella MeGa
https://mega.co.nz/#F!9hoCiJoB!-zHleOngifYrcQgU24OKDw

venerdì 7 giugno 2013

Conan - Il ragazzo del futuro


Titolo originale: Mirai Shounen Conan (未来少年コナン)
Nazione: JAP
Anno: 1978
Genere: Animazione
Durata: 24' a episodio - 26 episodi
Regia: Hayao Miyazaki, Isao Takahata, Keiji Hayakawa
audio/video: 10

Trama:
Nell'estate del 2008 (che una volta era il futuro mentre ormai è il presente ^_^) la Terra verrà sconvolta da una nuova guerra globale; in questo futuro post nucleare, il mondo è stata quasi completamente sommerso dagli oceani. Indastria, un'isola iper-tecnologica, è la nuova capitale mondiale, mentre Conan è l'unico sopravissuto di un gruppo di astronauti che avevano tentato di scappare dalla Terra durante la caduta delle bombe nucleari. Incontrerà una ragazza di nome Lana che verrà rapita dai soldati di Indastria. Conan la seguirà e cercherà di salvarla.

Commenti
L'artefice principale di questo successo senza tempo, per il quale quest'anime fu anche il primo vero incarico direttivo della carriera, è un autore che ormai non ha più bisogno di presentazioni: Hayao Miyazaki.
Nonostante il peso degli anni questo piccolo capolavoro conserva una tale freschezza ed efficacia nel tratto dei disegni e nelle animazioni da far restare a bocca aperta; una volta cominciata l'avventura ci si dimentica di avere davanti un "vecchio cartone" e ci si immerge letteralmente nella storia. Dietro il marcato spirito di avventura che impernia la serie si sviluppano temi e interrogativi etici tutt'altro che obsoleti o banali, trattati con un atteggiamento sottilmente critico: ne scaturiscono una profonda coscienza ecologista e una condanna all'uso scriteriato della scienza quanto mai attuale a oltre trent'anni di distanza.
Conan è una delle più grandi serie di sempre, fa sognare da generazioni e continuerà a farlo, è avventura allo stato puro, un "incredibile viaggio", un classico Meisaku in cui oriente e occidente s'incontrano per creare un'opera dal linguaggio universale di sublime bellezza, adatto a tutte le età.
Questa versione contiene entrambe le tracce audio in italiano (la versione della Yamato e quella originale) più, naturalmente, quella in giapponese.


Dati tecnici: (di un episodio)
Audio: AC3 ITA+ITA (originale Mediaset)+JAP
File Name: Conan Il ragazzo del futuro - 05 - Una città chiamata Indastria.mkv
Codec ID: H.264/MPEG-4
Resolution: [ Width: 720 Height: 544]
DRF medio: 23.155416
Deviazione standard: 2.415837
Frame Rate: 25.000 frames per second
Durata: 00:24:04 (1444.12 s)
Bitrate: 1299.384433 kbps
File size: 333.172 KB
Subtitles: ITA

Screenshots:







DVD Cover: compresa nel file
Cartella MeGa
https://mega.co.nz/#F!jkAGCYAL!L0xIIGITv2UeAqo7fBYZUg

martedì 26 febbraio 2013

La collina dei papaveri


Titolo originale: Kokuriko-zaka kara (コクリコ坂から)
Nazione: JAP
Anno: 2011
Genere: Animazione
Durata: 91'
Regia: Goro Miyazaki
audio/video: 10

Trama:
Yokohama, 1963. Umi è una liceale che si occupa a tempo pieno della casa e della famiglia. Sua madre è una professoressa universitaria, emancipata e assente, mentre il padre si è perduto in mare e in suo onore Umi non manca mai un giorno di alzare le bandierine al vento, dalla casa sul porto, senza sapere che il rimorchiatore del padre di Shun risponde regolarmente al saluto. Umi (che significa mare) e Shun si incontrano durante la lotta intrapresa da un collettivo di studenti per contrastare lo smantellamento del Quartier Latin, un edificio storico che fa parte del complesso scolastico. Sono estranei ma presto si scopriranno uniti da un segreto più grande e più vecchio di loro.

Commenti
Questo è il primo lungometraggio di Goro Miyazaki (Terramare infatti non lo considero proprio e, secondo me, non lo sente suo neanche lui!) ed è un film sull'amore inteso come dedizione. Campione d'incassi in Giappone nel 2011 e vincitore del premio per la Migliore Animazione, La Collina Dei Papaveri fotografa l'innocenza di un nuovo amore così come la bellezza dei paesaggi e delle ambientazioni. Con la ricca gamma di colori e esterni mozzafiato di altissimo valore artistico, La Collina Dei Papaveri offre una pura e suggestiva rievocazione del passato che decreta l'ennesimo trionfo creativo di Studio Ghibli. Tra le tracce audio ho lasciato anche quella in francese perché molto più godibile della traduzione, sempre più involuta e contorta, di Gualtiero Carnassi che dovrebbe decidersi a fare un'altro lavoro. Già da tempo contesto le sue "traduzioni" in quanto perdono completamente lo spirito del testo prediligendone esclusivamente la lettera. Detto questo, però, ho trovato questo film BEL-LIS-SI-MO e lo consiglio davvero a tutti.
A proposito: nei sottotitoli ho aggiunto anche la traduzione del messaggio delle bandiere di segnalazione (foto 1). Significa, genericamente, "Buona Navigazione", ed è importante (anche se non essenziale) per la comprensione del film. Mi chiedo perché, avendo tradotto davvero "di tutto!", si siano lasciati scappare questo messaggio.

Un caloroso "Grazie!" a Kike che me lo ha fatto conoscere l'anno scorso (http://ranmafan-reup.blogspot.com/2012/06/metropolis-2001.html#comment-form). ^_^


Dati tecnici:
Audio: AC3 ITA+JAP+FRA
DivX DRF Analyzer v0.9.5 Report!
FourCC: DX50
Codec: DivX503b2816p
Resolution: [ Width: 720 Height: 384 ]
Frame Rate: 25.000 frames per second
The Video has 130700 frames [ 01:27:07 ]
Average Frame quality is HIGH [Average DRF/quantizer is 2.79]
Standard Deviation: Quality is HIGH [Std. Deviation is 0.43]
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