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venerdì 20 settembre 2019

L'arpa birmana


Titolo originale: Biruma no tategoto (ビルマの竪琴)
Nazione: JAP
Anno: 1956
Genere: Drammatico, Guerra
Durata: 116'
Regia: Kon Ichikawa
Cast: Tatsuya Mihashi, Shoy Tasui, Rentaro Mikuni, Shôji Yasui, Jun Hamamura, Taketoshi Naitô

Trama:
Alla fine della Seconda guerra mondiale, il soldato giapponese Mizushima decide di non rimpatriare per dedicarsi al culto dei morti nella giungla birmana. Diventa bonzo e ricorda la pagina più sanguinaria della sua esperienza in guerra, quando il suo superiore, pur di non consegnare la sua truppa al nemico...

Commenti e recensione:
Tratto da un racconto di Michio Takeyama, questo grandissimo capolavoro di Kon Ichikawa (girato in uno splendido bianco e nero, anche se solo per motivi economici) è un inno alla pace, contro la crudeltà dei conflitti fra gli uomini e sull'inutilità delle stragi. È anche un monito al popolo giapponese, e più in generale all'intera umanità, che è da apprezzare tanto per la delicatezza del tocco e la poesia che traspare dalle immagini, quanto per l'assunto.
Il cinema giapponese ci ha abituato ad una cultura forte, guerresca e molto dura, qui rappresentata dal comandante dei soldati che si rifiuta di arrendersi agli inglesi. È l’onore del guerriero, del samurai, dei personaggi estremi, disposti a morire anche se inutilmente ma Ichikawa ci mostra l'altra faccia del giapponese, quella del soldato "normale", che non ha nessuna intenzione di morire e vuole la pace spirituale o, quantomeno, tornarsene a casa.
Per molti versi L'Arpa birmana è un film negazionista (in Germania nessuno ha mai osato tanto!) che trascura gli aspetti più marci e deleteri di quella guerra. In realtà, ancora oggi è impossibile, in Giappone, parlare ufficialmente di determinati argomenti (i massacri di Nanchino, le donne di conforto coreane...); per ogni incontro fra i vertici politici con i cinesi o i coreani, occorre un negoziato preliminare su cosa dire e non dire di queste vergogne. Figuriamoci quindi com'era l'aria negli anni '50.
Ichikawa ha quindi "sbagliato"? No, è solo che ha "parlato d'altro" e l'ha capito perfettamente Coppola quando, in una sua intervista su Apocalypse Now, dichiarò:‹‹Nessuno vuole fare un film a favore della guerra, tutti vogliono farne uno contro. Ma un film contro la guerra, ho sempre pensato, dovrebbe essere come L'Arpa Birmana, qualcosa cioè pieno di amore, pace, tranquillità e felicità. Non dovrebbe avere sequenze di violenza che ispirano altra violenza. Apocalypse Now ha scene di elicotteri che attaccano persone innocenti. Quella roba non è contro la guerra››. Infatti, pur iniziando quasi come un "classico" film di guerra, dopo la strage del Colle del Triangolo si trasforma in un profondo viaggio interiore che il protagonista intraprende insieme allo spettatore. E questo, istintivamente, lo capirono tutti ma è l'eccellente commento di Coppola che spiega, in modo chiaro e formale, l'originalità di quest'opera.
Anche se c'è molta cultura giapponese sottintesa (ci sarebbe da scrivere per ore solo dell'importanza dell'atto di indossare il kesa, l'abito monacale, che "trasforma" l'animo di chi lo porta), il film è chiaramente comprensibile anche per noi occidentali. Anzi, praticamente È un film occidentale a tutti gli effetti e, se non fosse stato per l'assoluta ostilità di Visconti, avrebbe sicuramente vinto il Leone di Venezia. Finì per ottenere solo una Menzione Speciale ma, come effetto, il Festival di quell'anno rimase senza un vincitore. Ebbe la stessa sfortuna nella corsa agli Oscar, trovandosi davanti La Strada di Fellini; se non è iella questa?! Come risultato, L'Arpa birmana divenne noto, soprattutto col passare degli anni, solo ai cinefili più attenti e, benché regolarmente citato, ho il sospetto che molti suoi ammiratori non l'abbiano mai visto davvero. Grave errore! È forse il film più pacifista sul conflitto mondiale mai girato, venato di una tristezza infinita che accomuna amici e nemici, stemperando le visioni degli orrori della guerra in una sorta di contemplazione assorta e ieratica. Ancora oggi, è un film che arricchisce e che fa riflettere e quindi: da vedere assolutamente! :D


Dati tecnici:
Audio: AC3 ITA+JAP
File Name: L'arpa birmana.mkv
Codec ID: V_MPEG4/ISO/AVC
Resolution: [ Width: 720 Height: 544]
DRF medio: 18.648684
Deviazione standard: 3.856232
Frame Rate: 25 fps
Durata: 01:56:21 (6980.96 s)
Bitrate: 1867.840847 kbps
File size: 1.980.112 KB
Subtitles: ITA

Screenshots:










DVD Cover: compresa nel file
Cartella MeGa
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